Enrico Dandolo

Presidente della Fondazione Gualtiero Marchesi. Discendente di una delle dodici famiglie apostoliche di Venezia, Enrico Dandolo incarna una rarità nel panorama culturale e istituzionale italiano: una mente scientifica abitata da un’anima artistica, in cui rigore e sensibilità non si contraddicono, ma si alimentano a vicenda.

Formazione

Il suo percorso formativo è, già di per sé, un manifesto di curiosità intellettuale senza confini. Gli studi classici al Liceo Parini di Milano gli forniscono le radici umanistiche; la formazione musicale al Conservatorio G. Verdi e il percorso artistico all’Accademia di Brera sviluppano l’orecchio, l’occhio e la sensibilità estetica. La laurea in Informatica completa il quadro con il pensiero logico e la capacità di leggere la complessità attraverso strutture e sistemi.

Non è una formazione dispersiva: è una formazione sintetica. Ogni disciplina ha affinato uno strumento diverso, e insieme hanno costruito un profilo capace di muoversi con eguale disinvoltura tra un archivio storico e un algoritmo, tra una partitura e un piano strategico.

È questa stessa capacità di sintesi che, alla fine degli anni Ottanta, lo porta a progettare per la Croce Rossa Italiana il primo sistema informatizzato di gestione del pronto soccorso — anticipando di anni l’adozione diffusa di strumenti analoghi nel settore sanitario. Un intervento pionieristico, figlio di una mente abituata a vedere connessioni dove altri vedono compartimenti stagni.

Attività con Gualtiero Marchesi

Da oltre 35 anni coordina tutte le attività del Gruppo Gualtiero Marchesi, con responsabilità diretta sulle aree di consulenza, formazione ed editoria, e sulla supervisione dell’apertura di ristoranti in Europa e nel mondo.

La longevità di questa collaborazione non è casuale. Gualtiero Marchesi era un uomo che aveva fatto della sintesi tra le arti la propria filosofia di vita e di cucina. In Dandolo ha trovato un interlocutore capace di comprenderlo non solo sul piano gestionale, ma su quello profondo della visione. Per guidare il mondo di Marchesi non bastava un manager: serviva qualcuno che ne condividesse il linguaggio interiore.

2010

Cofondatore, Fondazione Gualtiero Marchesi — istituzione dedicata al bello e al buono in tutte le arti e, dal 2017, alla conservazione e valorizzazione dell’eredità culturale e gastronomica del Maestro.

2014

Cofondatore, Accademia Gualtiero Marchesi — centro di alta formazione e ricerca per la cultura culinaria italiana, con vocazione internazionale.

2018

Direttore de La Terrazza Gualtiero Marchesi del Grand Hotel Tremezzo — il ristorante designato da Gualtiero Marchesi per custodire l’essenza della sua arte e per tramandarne la grande cucina, così come da lui pensata.

Identità Professionale

Dopo un decennio alla direzione dell’Accademia, il percorso di Dandolo compie il suo giro più inatteso — e forse più coerente. A sessant’anni, dopo aver affiancato per quasi trent’anni il più grande cuoco italiano, dopo aver studiato la cucina come linguaggio culturale, istituzionale ed estetico, dopo aver messo in pratica tutte le conoscenza acquisite, scende in campo in prima persona. Si definisce, oggi, cuoco. 

Non è una conversione tardiva: è una sintesi finale. Come Marchesi aveva unito nella cucina la musica, la pittura e la scienza, Dandolo arriva alla cucina portando con sé tutto ciò che è stato: il musicista che suona ogni lunedì in orchestra, l’artista formatosi a Brera, l’informatico che progettava sistemi complessi, il manager che ha gestito l’intero Sistema Marchesi e che adesso tiene viva un’eredità straordinaria.

La cucina, per lui, non è un punto di arrivo: è il luogo in cui tutto, finalmente, converge.