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Folk Baroque - Erik Bosgraaf & filoBarocco

Folk Baroque

Un viaggio nella musica popolare della Polonia del XVIII secolo

Come potevano risuonare le taverne della Polonia del Settecento? Quali melodie popolari affascinarono Georg Philipp Telemann, al punto da spingerlo a raccoglierle e trascriverle?

Il programma prende ispirazione dal misterioso Manoscritto di Rostock, nel quale Telemann raccolse e trascrisse le melodie popolari ascoltate nelle taverne di Sorau (oggi Żary, in Polonia). Una testimonianza di straordinario valore, poiché gran parte della musica popolare dell’epoca viveva nella tradizione orale e raramente veniva fissata sulla carta.

A partire da queste preziose tracce, il virtuoso del flauto dolce Erik Bosgraaf e l’ensemble filoBarocco ricostruiscono un possibile universo musicale del Settecento. Attraverso una ricerca fondata sulla conoscenza della musica barocca e delle tradizioni popolari europee, gli interpreti danno nuova vita a melodie del passato, creando una personale e affascinante interpretazione di ciò che Telemann potrebbe aver ascoltato e da cui fu ispirato oltre tre secoli fa.

Un viaggio nella musica popolare della Polonia del XVIII secolo, tra memoria, immaginazione e tradizione, alla riscoperta di un patrimonio sonoro quasi dimenticato.

Erik Bosgraaf – flauto dolce

filoBarocco

Francesco Facchini – violino

Carlo Maria Paulesu – violoncello

Marco Baronchelli – liuto

Approfondimento:

Folk Baroque

Musica speculativa dalla Polonia del XVIII secolo

Erik Bosgraaf & filoBarocco

«È davvero questa la musica che abitualmente risuonava tra le travi di una qualsiasi taverna polacca del Settecento? A volte viene da chiederselo, ma senza che la cosa abbia davvero importanza. La danza vitale e dinamica di questi quattro musicisti è senza tempo
Gramophone

«Esplorando il misterioso Manoscritto di Rostock, compilato da Georg Philipp Telemann, il virtuoso del flauto dolce Erik Bosgraaf e l’ensemble italiano filoBarocco ripercorrono a ritroso melodie secolari, ricomponendo un mondo immaginario e speculativo della vita nel XVIII secolo.»

Erik Bosgraaf e filoBarocco presentano una loro interpretazione unica di brani e frammenti tratti dal Manoscritto di Rostock TWV 45, redatto da Georg Philipp Telemann (1681–1767). In questo manoscritto troviamo una testimonianza inconsueta della musica popolare, tradizionalmente tramandata oralmente di generazione in generazione.

Ciò che rende questo manoscritto particolarmente prezioso è la possibilità di gettare uno sguardo sulle pratiche della musica popolare polacca all’inizio del XVIII secolo e di comprendere come la loro influenza sia penetrata nella musica di Telemann. Riferimenti alla musica polacca compaiono anche nel XVI e XVII secolo, ma raramente è chiaro che cosa si intendesse esattamente con questa definizione.

Nella musica di Telemann si possono riconoscere l’uso di ottave, ritmi e lunghezze delle frasi poco comuni nella musica barocca. Lo stesso compositore ricordò in più occasioni la propria fascinazione per la musica polacca, soprattutto durante il periodo in cui lavorò al servizio del conte Erdmann II von Promnitz (1683–1745), trascorrendo molto tempo nelle sue residenze di Sorau, l’odierna Żary, e Pleß, oggi Pszczyna.

Telemann scrive:

«Quando la corte trascorse sei mesi a Pleß, un territorio dell’Alta Slesia governato dalla famiglia Promnitz, ebbi modo di conoscere, come già a Cracovia, la musica polacca e hanakiana nella sua autentica bellezza barbarica. Nelle taverne comuni era composta da un violino legato al corpo e accordato una terza più in alto del consueto, così da poter sovrastare una mezza dozzina di altri strumenti, una Bock polacca [cornamusa], un trombone basso e un regale. Nei luoghi più rispettabili il regale non c’era; al suo posto aumentava il numero di violini e cornamuse: una volta vidi insieme trentasei cornamuse e otto violini.
È difficile credere quali idee meravigliose vengano a questi suonatori di cornamusa e violinisti quando improvvisano durante le pause dei danzatori. In otto giorni un ascoltatore potrebbe raccogliere idee sufficienti per tutta una vita. Basti dire che in questa musica c’è molto di buono, se trattato nella maniera appropriata. Da allora ho scritto diversi grandi concerti e trii in questo stile, rivestendoli di un abito italiano, con l’alternanza di Adagi e Allegri.»

La musica polacca viene spesso definita all’epoca come musica “barbarica”. È quindi interessante comprendere quale significato avesse allora questo termine. Johann Walther scrive nel 1732:

«Quando qualcuno di poca fama [...] si prende la libertà di aggiungere talvolta passaggi “sbagliati” [alla propria musica], o addirittura fa un uso eccessivo di tali passaggi, che invece i musicisti più celebri e avveduti impiegano soltanto con moderazione. Oppure: un barbarismo è un passaggio musicale che infrange le regole e che i musicisti più esperti utilizzano solo occasionalmente e con consapevolezza, mentre i compositori meno istruiti ne fanno spesso uso per ignoranza.»

Erik Bosgraaf

Erik Bosgraaf è considerato uno dei più virtuosi flautisti dolci al mondo e certamente uno dei più avventurosi. È inoltre un direttore d’orchestra capace di grande ispirazione.

Per Erik, il suo strumento rappresenta una fonte inesauribile di idee e possibilità. Improvvisa, suona jazz, utilizza l’elettronica e ama collaborare con artisti provenienti da altri ambiti, come quello cinematografico. Il suo repertorio si estende dalla musica medievale alle Quattro Stagioni di Vivaldi fino alla musica di domani.

Per Bosgraaf non esiste una differenza fondamentale tra repertorio storico e contemporaneo. Come ama affermare, «la musica antica è sempre nuova».

filoBarocco

filoBarocco nasce nel 2018, quando i suoi membri fondatori si incontrano nei conservatori di Lugano, in Svizzera, e Como, in Italia. Le prime esibizioni del gruppo si svolgono tra la Svizzera italiana e il Nord Italia.

Nel 2018 l’ensemble riceve una menzione speciale dalla giuria del Concorso Internazionale Marcello Pontillo di Firenze per il «miglior progetto artistico» e nel 2019 autoproduce una registrazione indipendente intitolata semplicemente filoBarocco.

L’ensemble è stato invitato in numerosi festival e istituzioni internazionali, tra cui l’Ambronay Festival, gli Händel-Festspiele Göttingen, il Narodowe Forum Muzyki di Wrocław, il Festival de Torroella de Montgrí, il Sofia Baroque Arts Festival e Ghislieri Musica.

Dal 2020 al 2023 filoBarocco è stato selezionato per il prestigioso programma EEEMERGING ed è stato invitato per residenze artistiche in Italia, Francia, Spagna, Germania, Polonia, Lettonia, Regno Unito e Romania.

filoBarocco riunisce i propri membri stabili a solisti ospiti e musicisti da camera di provenienza internazionale. Tra le collaborazioni più recenti figura quella con il flautista dolce Erik Bosgraaf.

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